giovedì, 02 luglio 2009


Never want to come down,
never want to put my feet back down on the ground

Estate, tempo di acquazzoni e concerti.
Un nubrifagio pomeridiano può scatenare il panico e la nostalgia, se oltre alla grandine piovono in mente ricordi e rimpianti.
15 giugno 1988, più o meno una vita fa.
A Pasadena c'è lo show dei Depeche Mode, il centunesimo della loro ancora breve carriera. L'anno seguente "101" sarà proprio il titolo del live e della vhs che documentano la serata.
Disco e videocassetta li ho consumati, letteralmente. Unica superstite, ora da qualche parte a casa dei miei, una cassettina sgangherata, col numero in bella vista scritto a pennarello nero. Compagna fedele di infinite sere trascorse sotto le lenzuola, col walkman sulla pancia e la cuffietta  appiccicata alle orecchie.
Proprio a quel concerto appartiene l'origine del campo di grano su "Never Let Me Down Again", o almeno così si racconta: Dave Gahan scorge fra il pubblico un gruppetto a braccia in aria, esattamente sul punto clou del brano, poi incita tutti lasciandosi ondeggiare e gli (oltre) ottantamila del Rose Bowl gli stanno dietro, dando vita ad un'emozione incredibile.
Una delle poche che ancora fanno presa sul mio dotto lacrimale, sempre e comunque.
Poco fa ho rivisto per l'ennesima volta la scena che ormai il mio cervello ha registrato sotto la voce "brividi", ma è stato diverso da tutte le altre (centinaia) di volte.
Stasera ho ripensato a quando quelle immagini erano un'assoluta novità, a quanta gioia mi avevano trasmesso negli anni, a quanto fossero giovani Martin, Alan, Andy e Dave. E pure io.
A quanto fossimo tutti lontani dall'inferno, con ancora pochi segni addosso. A quanto sembrasse facile volare alto, in attesa di crescere.
Senza sapere che da quelle quote si precipita rovinosamente.


mercoledì, 24 giugno 2009


 See how words as old as sin fit me like a glove

Essere una "bestia piena di passato" è lungamente preferibile all'essere una "bestia vuota di presente".
Il passato si riscrive volta per volta - anche se di volta in volta peggio della precedente.
Il presente urla l'assente.


domenica, 14 giugno 2009


Stroke Unit, here I come

[Sapere che ce ne sono tre abbastanza vicine mi infonde un vago senso di conforto.]


giovedì, 04 giugno 2009



[Tra le altre] Ne manca una, ma che ve lo dico a fare ??


mercoledì, 20 maggio 2009


Qui ci starebbe a meraviglia un post di quelli lunghi e lamentosi.
Sul sentirsi oppressi, sulle delusioni, sugli avverbi rivelatori, sul dispiacere di dover rinunciare a quel che si desidera.
Sul dolore infinito di un'esistenza che risulta sempre più sprecata e sul rendersene  conto mentre lo si scrive ad una sconosciuta che vive in una casa georgiana in Cornovaglia, suona il violino e vende libri d'antiquariato.
Sui concerti che sfumano e sulle opportunità sciupate, ritrovate e probabilmente perse di nuovo.
Sui commentatori anonimi e acidi che dopo cinque anni di blog spuntano pure da queste parti.

Ma sono troppo stanca anche dei miei stessi post, delle mie lagne, perfino del mio sguardo spento riflesso nello specchio.
E credo di aver consumato tutta la speranza necessaria a contrastare questo svilimento.

Così sia.



mercoledì, 06 maggio 2009


Is There Anybody Out There?

[Ed ovviamente nemmeno stavolta è un buon segno.]


domenica, 26 aprile 2009


I'm too tired
I'm so very tired
And I'm feeling very sick and ill today

Votarmi all'eremitaggio, farmi spedire su un altro pianeta, emulare Beatrix Kiddo.
[Le soluzioni ideali per contrastare il pandemonio mentale della sottoscritta
.]


mercoledì, 22 aprile 2009

Occorre degustare

Mirabili e molteplici si affollano le immagini, le ipotesi e le larve ancora incastonate nel groviglio di chine e di matite, sopra il foglio dell'album, di rigore in A4.          
Crescendo ed esplodendo come fiori di carta, accogliendo nelle fibre lezioni che nel liquido rivivono, si abbandona la logica bifronte dell'indefesso punitore di se stesso
che per colpirsi meglio spara a zero.
Riposto il vecchio album si respira, nell'ampio biancheggiare dell'A3.


giovedì, 16 aprile 2009



                                                                        31 luglio
   [Forse.]


mercoledì, 08 aprile 2009


La prima è stata quella interminabile, tremenda, ma ancora scevra da dispiaceri.
La paura e quella mandria di bisonti imbizzarriti sul plesso solare impedivano l'accesso al concetto di un eventuale altrove.
Un plumbeo lunedì mattina ha poi portato tutto il carico di amarezza e pena.
Le scosse continuano a sentirsi, qui a Roma.
Brevi e sporadiche, solo che adesso la mente corre verso i luoghi martoriati, verso chi non ha più nulla.
Per quanto tenti di sforzarmi, non riesco a pensare ad altro.

[Edi, Daisy, Pillow e Giulia Blasi raccontano meglio di me lo sgomento di quella notte.]

~ 20:42 ~

giovedì, 02 aprile 2009

Nineteeneightyfour

In gennaio è uscito un album di Bruce Springsteen.
Seguito, il mese successivo, dai lavori di Morrissey e degli U2.
A breve sarà pubblicato anche il nuovo disco dei Depeche Mode.
Sono stata ricatapultata nel 1984 e nessuno mi ha avvertito.


giovedì, 26 marzo 2009


Devo smetterla di bere grappa tutte le sere.
Da domani, vodka.


mercoledì, 18 marzo 2009


But just be careful when you walk on those old broken stones,
  because they are my feelings


Che succede quando una bilancia si rompe?
Un macigno pesa quanto una piuma, un'ala di libellula quanto il mondo intero.
Le misure si scombinano, le armonie saltano.
E l'ago oscilla a vuoto, nella totale inutilità e confusione.


giovedì, 12 marzo 2009


A grande richiesta arriva anche su queste pagine la torta mandorlata, il dolce perfetto per i freddi pomeriggi invernali.
1) Sì, lo so che teoricamente è quasi primavera. Però non è che mi fidi più di tanto...
2) Sì, lo so, la
foto non rende. Ma posso assicurare che non ho inquadrato un cestino di trucioli.

Ingredienti:
Pasta frolla -
300 grammi di farina
150 grammi di zucchero
100 grammi di burro (fuso)
un uovo intero
una bustina di lievito vanigliato
- Ripieno -
300 grammi di ricotta
80 grammi di zucchero
50 grammi di mandorle tritate (va bene anche un misto di mandorle e nocciole)
70/80 grammi di amaretti sbriciolati
un uovo intero
un po' di rum (facoltativo)

Si procede come con una normale crostata avendo cura di lasciare della pasta per la copertura. Livellare poi il ripieno e  sbriciolarci sopra con i polpastrelli il resto della frolla.
Cuocere a 180° (col forno già caldo) per 40/45 minuti.
Decorare con zucchero a velo (e, volendo, cioccolato fondente spezzettato).
[Ecco quel che ne rimane, visto che mi dimentico sempre di fotografarla quando è bell'e pronta.]


mercoledì, 04 marzo 2009


The rain falls hard on a humdrum town,
                                        this town has dragged you down.../2

2007
Roma ha lo straordinario potere di entrarti nel sangue senza che tu possa comprenderne il motivo.
2009
Roma ha lo straordinario potere di abbattere ogni equilibrio, e quando te ne accorgi è già troppo tardi.


domenica, 22 febbraio 2009


Quand'ora sarà ch'io vada, tra prati di rugiada...


Quando arriverà quel giorno, spero che ci sia un bel ritrovo di amici e affetti.
E tanta musica, con una playlist policroma e vivace.
Magari pure la proiezione dei miei video preferiti, o delle scene delle pellicole che mi hanno appassionata.
La scelta non sarà difficile, immagino.
Se possibile eviterei i fiori, mi ha sempre fatto orrore vederli mozzati invano.
Piantine, sì. E anche qualche candela caruccia, che fa tanto "Wrapped Around Your Finger"
.
Sentitevi liberi di escludere chi proprio non sopportavo, la mia correttezza e la mia misura non sono degne di essere onorate.

E se davvero mi avete voluto bene,  preoccupatevi dell' equipaggiamento per il viaggio.
La lista è breve:
- una piccola torcia;
- quei due libri che non sono ancora riuscita a finire, perché ad uno manca la punteggiatura ma  non mi sento di abbandonarlo del tutto,  e l'altro è troppo intenso e al momento mi fa letteralmente male. Così avrò l'eternità per leggerli;
- una confezione di salviettine imbevute,  dubito che di là sarò meno delicata.
E poi non si sa mai (cfr. Kill Bill vol. 2)...
Mi piacerebbe indossare
l'abito visto qualche tempo fa su una rivista.
Firmatissimo ed esagerato, e giusto per questo adatto a chi, come me, non è mai stato/a una fashion victim. Però cambiare in extremis  per molti sembra essere divertente, e quindi ci proverò anch'io.
A piedi scalzi, mi raccomando, pur se a malincuore.
Ché i miei nuovi stivali Atrus sono waterproof, antiabrasione, antiscivolo ed antitutto.
Se avanza posto, metteteli in un angoletto, insieme a qualche bustina di cappuccino solubile.
Che altro?
Quel che vorrei lasciarvi è sparso qua e là per la penisola, ahimé.
Però ci tengo che dischi, cassette, libri e ciddì rimangano a chi ha condiviso le mie preferenze.
I film li dono a chi è più pigro del dovuto e non li ha ancora reperiti per vie traverse.
Le cianfrusaglie e le foto finiranno dentro una cappelliera o una boîte. Niente scatole, per favore.
Tutto il resto, mi auguro, non c'è bisogno di affidarlo.
Perché sarà già in voi.


Gradirei anche questo gingillo, se reperibile. Grazie.
[Scoppiare il pluriball è sempre stata una mia passione...]


lunedì, 16 febbraio 2009


Acquisti di giornata.




domenica, 08 febbraio 2009

You won't sleep until the earth that wants me finally has me

Ti prepari a dormire, ma sai già che prima di riuscirci ti passeranno per la mente tante di quelle fantasticherie da affogarti la voglia di sognare.
Riponi sul comodino libri, creme, veline e la solita boccetta d'acqua.
(In realtà cerchi di crearti una specie di nido, per non sentirti sperduta nel bel mezzo della notte, quando seguirai le ombre sulle pareti e sul soffitto.)
Ci accomodi pure quei pensieri che non vedranno la luce del mattino, o ci arriveranno carichi di una stanchezza infinita e  insostenibile.
I ricordi, invece, li adagi accuratamente sotto spessi strati di protezione, al riparo.
Plissettature, pensi. 
Spegni la luce, e chissà se da un'altra finestra qualcuno noterà quel bagliore che svanisce...


lunedì, 02 febbraio 2009


Oh well, enough said...


  


lunedì, 26 gennaio 2009

A chain of flowers

Mi sto dedicando al giardinaggio estremo
.
C'è da seminare buone speranze, sradicare pessime abitudini, potare cinismi, annaffiare stime, estirpare dubbi, sbarbare ansie.
Chissà che aiuola ne verrà fuori...