domenica, 08 novembre 2009

The (other) Wall

Del mio viaggio a Berlino ricordo ancora quasi tutto.
L'impatto devastante con una città multiforme e davvero bella, il fascino dei viali immensi, dei parchi e delle spiaggette affollate. Le magliette sgargianti comprate al KaDeWe per affrontare una temperatura decisamente sopra la media per il mese di aprile; l'uovo decorato, souvenir di una cena greca, che dopo qualche settimana si sarebbe decomposto nella mia cameretta; la gita a Sanssouci, il Palazzo d'Estate di Federico il Grande; il giro panoramico in battello sulla Sprea; la Gedächtniskirche mutilata dalla guerra; il castello di Charlottenburg e le sue fiabesche sale; i negozietti fuori tempo di Potsdam; un consommé monopisello; il carcere di Spandau, dove ancora (per poco) risiedeva  Rudolf Hess; l'immancabile birra a profusione.
E, ovviamente, il Muro con tutto quello che si trovava subito oltre.
Sarà pure passato tanto tempo ma la sensazione spiacevole provata guardando la terra di nessuno non l'ho dimenticata. Era la stessa che mi turbava mentre mi accostavano la carta d'identità al volto durante il passaggio al checkpoint, identica a ciò che mi suscitavano le corone di omaggio a chi era stato ucciso tentando la fuga dall'est, gli sguardi degli abitanti dell'altra metà della città e gli specchi di controllo passati sotto ai pullman.
Ecco perché ogni 9 di novembre il mio pensiero vola vicino alla Colonna della Vittoria, e domani saranno venti gli anni trascorsi dalla magica notte in cui la gioia di molti era vedere degli esseri umani scavalcare un muro.


domenica, 18 ottobre 2009


Avrei barattato tanti di quei battiti di cuore per mezza reazione giusta.
Srotolando la mia buona volontà, perché alla fine so farlo.
Invece...
Amen.
[E sta pure per cambiare l'ora.]


giovedì, 08 ottobre 2009


Raramente le mie percezioni sono errate.
Finora il margine di errore sta in una percentuale praticamente nulla.
Sarà sesto senso, diffidenza, conoscenza del genere umano, stregoneria, non so.
Di certo avrei preferito un altro dono.



lunedì, 28 settembre 2009





mercoledì, 16 settembre 2009

And people like you make me feel so old inside

Non è tanto la mia età che avanza a preoccuparmi.
Quello che mi sgomenta è vedere i segni del tempo sempre più presenti sui volti di parenti e amici.
Mi turbano le morti di personaggi che delineano il mio passato e mi sconcerta realizzare che altri sono invecchiati spaventosamente.
Altrove si esalta la giovinezza, confermando incoerenze madornali.


mercoledì, 26 agosto 2009


Il post della zanzara è sempre valido.
Oggi più che mai.
[E potrei anche iniziare a prenderlo seriamente...]


mercoledì, 12 agosto 2009

  
[Caldo, fastidi, febbre, malessere, nervosismo, delusioni, insofferenze, sfiducia, tormento, amarezza.
Poi, all'improvviso, arriva la Morte e ridimensiona tutto.
Si porta via una fetta di vita familiare e lascia un'infinità di riflessioni sull'effettivo valore di  persone e circostanze.
Ti fa sentire piccola, inerme e, soprattutto, di una stoltezza inaudita.]

Death leaves Us homesick, who behind,
Except that it is gone
Are ignorant of its Concern
As if it were not born.

Through all their former Places, we
Like Individuals go
Who something lost, the seeking for
Is all that's left them, now -

~ 22:48 ~

giovedì, 06 agosto 2009


38°
La febbre in estate è proprio una rogna.
Latte e miele caldo? Non è il caso.
Tisane bollenti? Per carità!
Una confortante scodella di minestrina tiepida? Nemmeno a pensarci.
Nessun cardigan di lana in cui avvolgersi, e rannicchiarsi sotto le coperte è fuori discussione .
Sob.


domenica, 26 luglio 2009

The cure for anything is salt water - sweat, tears, or the sea.
Karen Blixen


lunedì, 20 luglio 2009


                           Al cuore, Ramón




giovedì, 16 luglio 2009

Il 95% dei blog giace abbandonato
Milioni di blog non vengono più aggiornati dai loro autori: caduta l'illusione di una facile notorietà, restano in attività quei pochi che hanno qualcosa di interessante da dire.
[Zeus News]

Questa notizia non mi riguarda affatto: il mio blog era nato per riordinare pensieri ed esorcizzare paturnie, oltre che per aver dato retta ad un prestigioso consiglio (e un po' pure per non invadere i commenti altrui). Ovviamente la sottoscritta non ha mai aspirato a nessun tipo di notorietà, anzi.
Probabilmente Shadowsandlights rientra in qualche percentuale di pagine poco frequentate e scarsamente aggiornate per svariati motivi, non ultime una paradossale riservatezza e la tendenza a non esagerare con bagattelle, canzoni, citazioni, video e immagini.
Tutto quello che non sono riuscita a riversare qui è però sfociato altrove: un tumblelog personale, uno a tema e due collaborazioni.
Ottimi metodi per non avere più un briciolo di tempo per pensare...


domenica, 12 luglio 2009

The Mann I Love/2

Se fossi capace di scrivere delle recensioni decenti mi sarei già da tempo dedicata a qualche trattato sulle opere di Michael Mann.
I suoi film e, ancor prima, le sue produzioni, hanno accompagnato buona parte dei miei giorni: certe scelte non sono riconducibili alla ragione, ti prendono e non puoi farci niente.
I suoi lavori, affreschi umani tristi, disillusi, esausti, ed il suo modo di dirigere  per me sono irresistibili.
Un vero e proprio alternarsi di adrenalina a mille e dolenti riflessioni personali; un vorticoso giro di giostra che include dualismi, codici d'onore, destini in frantumi, lupi (solitari).
Considerato che recensire non rientra nelle mie facoltà né nelle mie aspirazioni, rimando ad un videosaggio che sta monopolizzando la mia attenzione da giorni.
Tale Matt Zoller Seitz, novello LG, ha finora pubblicato tre articoli sul Maestro dello Zen Pulp.
Ne mancano altri due, ma già rende benissimo quel che io non sarò mai in grado di spiegare.

Zen Pulp 
pt. 1 - 2 - 3  (4 -5)


giovedì, 02 luglio 2009


Never want to come down,
never want to put my feet back down on the ground

Estate, tempo di acquazzoni e concerti.
Un nubrifagio pomeridiano può scatenare il panico e la nostalgia, se oltre alla grandine piovono in mente ricordi e rimpianti.
15 giugno 1988, più o meno una vita fa.
A Pasadena c'è lo show dei Depeche Mode, il centunesimo della loro ancora breve carriera. L'anno seguente "101" sarà proprio il titolo del live e della vhs che documentano la serata.
Disco e videocassetta li ho consumati, letteralmente. Unica superstite, ora da qualche parte a casa dei miei, una cassettina sgangherata, col numero in bella vista scritto a pennarello nero. Compagna fedele di infinite sere trascorse sotto le lenzuola, col walkman sulla pancia e la cuffietta  appiccicata alle orecchie.
Proprio a quel concerto appartiene l'origine del campo di grano su "Never Let Me Down Again", o almeno così si racconta: Dave Gahan scorge fra il pubblico un gruppetto a braccia in aria, esattamente sul punto clou del brano, poi incita tutti lasciandosi ondeggiare e gli (oltre) ottantamila del Rose Bowl gli stanno dietro, dando vita ad un'emozione incredibile.
Una delle poche che ancora fanno presa sul mio dotto lacrimale, sempre e comunque.
Poco fa ho rivisto per l'ennesima volta la scena che ormai il mio cervello ha registrato sotto la voce "brividi", ma è stato diverso da tutte le altre (centinaia) di volte.
Stasera ho ripensato a quando quelle immagini erano un'assoluta novità, a quanta gioia mi avevano trasmesso negli anni, a quanto fossero giovani Martin, Alan, Andy e Dave. E pure io.
A quanto fossimo tutti lontani dall'inferno, con ancora pochi segni addosso. A quanto sembrasse facile volare alto, in attesa di crescere.
Senza sapere che da quelle quote si precipita rovinosamente.


mercoledì, 24 giugno 2009


 See how words as old as sin fit me like a glove

Essere una "bestia piena di passato" è lungamente preferibile all'essere una "bestia vuota di presente".
Il passato si riscrive volta per volta - anche se di volta in volta peggio della precedente.
Il presente urla l'assente.


domenica, 14 giugno 2009


Stroke Unit, here I come

[Sapere che ce ne sono tre abbastanza vicine mi infonde un vago senso di conforto.]


giovedì, 04 giugno 2009



[Tra le altre] Ne manca una, ma che ve lo dico a fare ??


mercoledì, 20 maggio 2009


Qui ci starebbe a meraviglia un post di quelli lunghi e lamentosi.
Sul sentirsi oppressi, sulle delusioni, sugli avverbi rivelatori, sul dispiacere di dover rinunciare a quel che si desidera.
Sul dolore infinito di un'esistenza che risulta sempre più sprecata e sul rendersene  conto mentre lo si scrive ad una sconosciuta che vive in una casa georgiana in Cornovaglia, suona il violino e vende libri d'antiquariato.
Sui concerti che sfumano e sulle opportunità sciupate, ritrovate e probabilmente perse di nuovo. Per sempre.
Sui commentatori anonimi e acidi che dopo cinque anni di blog spuntano pure da queste parti.

Ma sono troppo stanca anche dei miei stessi post, delle mie lagne, perfino del mio sguardo spento riflesso nello specchio.
E credo di aver consumato tutta la speranza necessaria a contrastare questo svilimento.

Così sia.


mercoledì, 06 maggio 2009


Is There Anybody Out There?

[Ed ovviamente nemmeno stavolta è un buon segno.]


domenica, 26 aprile 2009


I'm too tired
I'm so very tired
And I'm feeling very sick and ill today

Votarmi all'eremitaggio, farmi spedire su un altro pianeta, emulare Beatrix Kiddo.
[Le soluzioni ideali per contrastare il pandemonio mentale della sottoscritta
.]


mercoledì, 22 aprile 2009

Occorre degustare

Mirabili e molteplici si affollano le immagini, le ipotesi e le larve ancora incastonate nel groviglio di chine e di matite, sopra il foglio dell'album, di rigore in A4.          
Crescendo ed esplodendo come fiori di carta, accogliendo nelle fibre lezioni che nel liquido rivivono, si abbandona la logica bifronte dell'indefesso punitore di se stesso
che per colpirsi meglio spara a zero.
Riposto il vecchio album si respira, nell'ampio biancheggiare dell'A3.